Rita Hayworth

"Rita contro Rita"

Rita Contro Rita

Brooklyn, New York, 1918. Margarita Carmen Cansino nasce in una famiglia di ballerini. Il padre Eduardo è un virtuoso spagnolo, la madre Volga un’ex Ziegfeld Girl. A quattro anni è già sul palcoscenico. A dodici danza professionalmente nei nightclub di Tijuana, in coppia con il padre. Un’infanzia rubata che segnerà per sempre la sua vita.

“Rita Contro Rita” – il titolo cattura perfettamente il dramma di una donna in perpetua lotta con la propria immagine. Sotto la guida esperta del padre, Rita ha imparato la disciplina per eccellere nella sua professione, e ha sviluppato la forza di volontà necessaria per superare la sua timidezza e riservatezza naturali.

Hollywood la trasforma: i capelli neri tinti in rosso, l’attaccatura alzata con l’elettrolisi, il cognome spagnolo americanizzato. Nasce Rita Hayworth, la “Dea dell’Amore” degli anni ’40. Il modo in cui si muoveva, e l’intensa, impenetrabile espressione del viso, davano luogo a una combinazione esplosiva: una donna imprevedibile di gran fascino, sospesa tra il bene e il male, di profondità imperscrutabile.

“Gilda” (1946) la consacra icona immortale. La scena del guanto – “Put the Blame on Mame” – entra nella storia del cinema. Glenn Ford, suo partner nel film, racconta in questo documentario quel magico sodalizio. Ma Rita disse sempre: “Gli uomini vanno a letto con Gilda e si svegliano con me.”

Cinque matrimoni tormentati: il secondo con Orson Welles, che la diresse in “La signora di Shanghai” (1947) tagliandole i famosi capelli rossi; il terzo con il principe Aly Khan, che la rese principessa ma non felice. Non subordinò mai le proprie scelte personali alla celebrità o ai desideri degli studios, sebbene la sua immagine sullo schermo sembrasse sempre filtrare nella sua vita privata.

Donatella Baglivo raccoglie testimonianze preziose: Claudia Cardinale, Glenn Ford, Douglas Fairbanks Jr., il regista italiano Duccio Tessari, lo storico del cinema John Kobal, il fotografo Sam Shaw, il regista Delbert Mann. E il dottor Zaven Khachaturian, che parla della malattia di Alzheimer che colpì Rita negli ultimi anni.

Rita Hayworth ci ha lasciato nel 1987, a 68 anni, dopo una lunga battaglia contro l’Alzheimer – malattia allora poco conosciuta, di cui divenne involontariamente simbolo e portavoce.

La Dea dell’Amore riposa in pace. Ma Gilda vive per sempre.

Partecipanti (cast interviste) 

Credits

Soggetto e sceneggiatura: Donatella Baglivo
Regia: Donatella Baglivo
Produttore esecutivo: Adriano Zonin
Direttori della fotografia: Roberto Romei, Angelo Filippini
Consulenza e ricerca: Ernesto Marra, Antonello Villani
Musiche originali: Stefano Mainetti, Guido Anelli Morgavi
Produzione: CIAK 2000
Co-produzione: Mediterranea Productions
Serie: Carissima Hollywood
Copyright: 1991
Durata: 54′
Restauro: 2025 con materiali inediti

Trailer

una giovane Rita
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