Marilyn Monroe

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Los Angeles, 1926. Norma Jeane Mortenson nasce da una madre single con problemi mentali. Non conoscerà mai il padre. Orfanotrofi, famiglie adottive, abusi – un’infanzia da racconto di Dickens che plasmerà per sempre la donna più desiderata del XX secolo.

“È difficile spiegare Marilyn Monroe, perché non puoi spiegare le Cascate del Niagara o il Grand Canyon. Puoi solo sederti e ammirare con stupore” – così la descrive il regista Jean Negulesco. “Lee Strasberg disse una volta che Marilyn Monroe era un sogno di Marilyn Monroe” aggiunge il biografo Carl E. Rollyson. “Senza la macchina da presa, Marilyn non esiste.”

“La Dea Bambina” è senza dubbio il ritratto più esaustivo, profondo e commovente della donna che più di ogni altra in questo secolo ha toccato l’immaginario collettivo, diventando simbolo culturale, icona universale.
Le numerosissime clip dai suoi film e altri estratti riportano Marilyn in vita per gli spettatori di tutto il mondo.

I ricordi di amici e colleghi Maureen Stapleton, Joshua Logan, Sam Shaw, Susan Strasberg, Jean Negulesco, Eli Wallach e molti altri – ci rivelano una Marilyn piena di calore umano, impulsiva, sensibile, timida, vulnerabile, semplice ma ambiziosa. Soprattutto, una donna determinata a proteggere il proprio sviluppo artistico e la propria integrità.

Come un racconto di Dickens, questo documentario conduce lo spettatore attraverso gli eventi cruciali della sua vita: gli orfanotrofi, le famiglie adottive, la lotta per il successo, i tre matrimoni con James Dougherty, Joe DiMaggio, Arthur Miller nessuno dei quali riuscì mai a riconciliarla con la vita che la consumava. La battaglia contro le rigide regole degli studios. E infine la caduta.

John Kobal la definisce “la più grande e l’ultima star di Hollywood”. Una luce radiante che si è spenta troppo presto, ma che ha svelato la vera essenza di Marilyn Monroe. Dal tragico 5 agosto 1962, tutti noi pensiamo a lei come a una fragile bambina senza padre.

Da “Niagara” (1953) a “A qualcuno piace caldo” (1959), da “Gli spostati” (1961) il suo ultimo film completato, accanto a Clark Gable anch’egli prossimo alla fine Marilyn ha incarnato il sogno americano e le sue contraddizioni. La bionda ingenua e la donna ferita. La sex symbol e l’attrice seria che studiava all’Actors Studio. La dea e la bambina.

Marilyn Monroe ci ha lasciato nel 1962, a soli 36 anni. Ma come disse lei stessa: “Voglio essere ricordata come una donna che ha cambiato la percezione delle donne.”

Trailer

Partecipanti (cast interviste)

Credits

Montaggio e regia: Donatella Baglivo
Produttore esecutivo: Adriano Zonin
Direttori della fotografia: Roberto Romei, Angelo Filippini
Consulenza e ricerca: Ernesto Marra, Antonello Villani
Musiche originali: Stefano Mainetti, Guido Anelli Morgavi
Produzione: CIAK 2000
Co-produzione: Mediterranea Productions
Serie: Carissima Hollywood
Copyright: 1988
Durata: 90′
Restauro: 2025 con materiali inediti

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