Gary Cooper
Helena, Montana, 1901. Frank James Cooper nasce nel cuore del West americano, figlio di immigrati inglesi. Cresce in un ranch, impara a cavalcare prima ancora di camminare. Quel mondo – i grandi spazi, il silenzio, la natura selvaggia – resterà per sempre impresso nel suo modo di essere attore.
“Il Cowboy Sofisticato” – un ossimoro perfetto per descrivere Gary Cooper. Alto, bello, elegante, ma con la ruvidezza autentica di chi è cresciuto tra cavalli e praterie. Sullo schermo poteva essere letto come un libro aperto: un luccichio dell’occhio, un leggero movimento delle labbra rendevano qualunque battuta superflua.
In quelle lunghe sequenze cruciali che hanno fatto la storia del cinema, tutto ciò che doveva fare era accelerare improvvisamente il passo o cominciare a rallentarlo, arcuare od abbassare la schiena, e il pubblico giungeva dritto al cuore del personaggio. La sua determinazione o incredulità apparivano evidenti senza bisogno di parole.
Una carriera leggendaria: da “Marocco” (1930) con Marlene Dietrich a “Mezzogiorno di fuoco” (1952), il western definitivo che gli valse il secondo Oscar. In mezzo, capolavori come “Addio alle armi” (1932), “Mr. Deeds Goes to Town” (1936) e “Per chi suona la campana” (1943) di Frank Capra, “Il sergente York” (1941) – primo Oscar -, “Vera Cruz” (1954).
I ricordi di Ann Doran, Esther Ralston, Delbert Mann e altri ci guidano attraverso le varie tappe della sua carriera. Le reminiscenze di Anthony Perkins – che recitò con lui in “Friendly Persuasion” (1956) – ci aiutano a ricostruire l’immagine dell’uomo vero che stava dietro all’attore di successo. Frank Capra, che lo diresse in due film, racconta il loro sodalizio artistico.
Cooper incarnava l’ideale americano: l’uomo silenzioso che agisce invece di parlare, il giusto che affronta il male da solo, l’eroe riluttante che trova il coraggio quando serve. Un modello di mascolinità che ha influenzato generazioni di attori.
Gary Cooper ci ha lasciato nel 1961, stroncato da un cancro a soli 60 anni. Poche settimane prima, ricevette un Oscar alla carriera dalle mani dell’amico James Stewart, che pianse durante il discorso sapendo che Cooper era malato terminale.
Partecipanti (cast interviste) con link IMDB
- Gary Cooper (materiale d’archivio)
- Steve Allen
- Frank Capra
- William H. Clothier
- Jeff Corey
- Andre De Toth
- Ann Doran
- Blanche Hathaway
- Charlton Heston
- Delbert Mann
- Robert Parrish
- Anthony Perkins
- Esther Ralston
- Robert Schiffer
- Jane Wyatt
Credits
Sceneggiatura e montaggio: Donatella Baglivo
Regia: Donatella Baglivo
Produttore esecutivo: Adriano Zonin
Direttori della fotografia: Roberto Romei, Angelo Filippini
Consulenza e ricerca: Ernesto Marra, Antonello Villani
Musiche originali: Stefano Mainetti, Guido Anelli Morgavi
Produzione: CIAK 2000
Co-produzione: Mediterranea Productions
Serie: Carissima Hollywood
Copyright: 1990
Durata: 58′
Restauro: 2025 con materiali inediti
